I pompieri di Viggiù

 In on fire

Film muti, commedie, action movie, dramma e blockbuster hollywoodiani: da Firewall una carrellata con le pellicole “incendiarie” e le più avvincenti (o divertenti) storie di fuoco e di pompieri. Risate, musica e nostalgia con I pompieri di Viggiù, la commedia del 1949 diretta da Mario Mattoli e interpretata da Carlo Campanini (nei panni di un comandante dei vigili del fuoco) e da Silvana Pampanini (la figlia). In uno sketch appare Totò che corteggia Isa Barzizza. Il titolo del film deriva da una popolare canzone d’epoca di Armando Fragna, autore anche delle musiche della pellicola. La canzone è stata eseguita negli anni da Claudio Villa, Gigliola Cinquetti, Quartetto Cetra e da Natalino Otto.

LA STORIA

Viggiù è un paese tranquillo in provincia di Varese. Il gruppo locale dei vigili del fuoco arde dalla voglia di mettere alla prova il proprio valore, ma non scoppia mai un incendio. A peggiorare il loro umore ci si mette una buffa canzonetta di gran successo per l’epoca. Un bel giorno, con la scusa del servizio, vanno a Milano con l’intenzione di interrompere d’autorità la rivista omonima in cui viene eseguita la canzone offensiva. Inoltre il comandante intende convincere sua figlia Fiamma, che recita nello spettacolo, a lasciare le scene per tornare al paese. Dopo straordinari numeri di teatro, i vigili del fuoco, entusiasmati dal magico mondo dello spettacolo, rinunciano ai loro propositi e Fiamma continua la sua carriera con il consenso del padre.

I pompieri di Viggiù

LO SKETCH CON TOTÒ

In I pompieri di Viggiù il principe della risata interpreta un donnaiolo, che si innamora della moglie di un venditore di stoffe. L’uomo entra nel negozio durante il corteggiamento e a Totò non resta che confondersi tra i manichini. Il marito, disperato perché sta andando in bancarotta, invoca l’aiuto del padre defunto. Totò coglie l’occasione al volo: si finge l’anima del padre e convince il negoziante a concedergli stoffe, giacche e persino un bacio della moglie.

CURIOSITÀ

Nella caserma dei pompieri di Viggiù appaiono alcuni buffi slogan: uno è “Vigili del fuoco di tutto il mondo unitevi”, un altro “Meglio vivere un giorno da vigile che cento anni da postino”.

Il film è citato in numerose pellicole e canzoni, tra cui Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore (premio Oscar del 1989 come miglior film straniero), in cui nel “vecchio cinema” scoppia un incendio proprio durante una proiezione di I pompieri di Viggiù.

Come informa il Comune di Viggiù, fino a fine Ottocento Viggiù non ebbe un proprio corpo dei pompieri. Se scoppiava un incendio, si suonava una campana a martello per richiamare chi poteva accorrere. Solo nel 1881 fu costituito un gruppo volontario di vigili del fuoco, che venne successivamente dotato di una polpa manuale per aspirare, in caso di incendio, l’acqua dai pozzi.

Duello nella foresta