Chi sono i piromani

 In grandi incendi

La piromania, ci insegna il dizionario, è l’impulso morboso e ossessivo ad appiccare incendi. Lo dice lo stesso termine, dal greco pyrós, fuoco, e manía, cioè follia, frenesia, delirio. Sappiamo che esistono, conosciamo (purtroppo) le conseguenze delle loro azioni, che nei casi peggiori portano devastazione e morte, ma chi sono i piromani? E perché lo fanno? Piromani e incendiari sono la stessa cosa?
Proviamo a capirlo.

Il significato simbolico del fuoco

Il significato simbolico del fuoco

Fonte di vita e di morte, capace di creare ma anche di distruggere, di riscaldare e cuocere ma pure di uccidere, il fuoco è fin dalla notte dei tempi uno degli elementi fondamentali, insieme all’acqua, all’aria e alla terra.
Agente di trasformazione, espressione di energia spirituale, dono divino, il fuoco purifica dal male. Nella maggior parte delle culture è simbolo di desiderio, paura, odio, passione, sacralità, rabbia, vendetta, potere, eccitazione sessuale, ma anche di conoscenza (Prometeo che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini).

Nel culto romano di Vesta le sacerdotesse dovevano vegliare sul fuoco affinché non si spegnesse. Per i nativi Americani l’intero Universo era fatto di fuoco: ogni cosa, nello spazio, era considerata come fuoco condensato o luce allo stato puro. Per gli alchimisti era al centro di ogni cosa, col potere di unificare e fissare. E ovunque, nel mondo, troviamo riti pagani o religiosi celebrati con falò, torce e roghi: questi possono assumere di volta in volta il significato di propiziare la luce e il calore o di purificare e scacciare il male.

Chi sono i piromani e chi sono gli incendiari

Chi sono i piromani e chi sono gli incendiari

In psichiatria il piromane è colui che, come già accennato, ha un impulso morboso e ossessivo ad appiccare incendi. Incapace di resistere a questi impulsi, trova sollievo solo quando innesca un rogo e assiste al suo sviluppo.
Non tutti coloro che appiccano incendi, però, sono piromani, alcuni sono “solo” incendiari e a spingerli sono altre motivazioni.
Ecco come agiscono e quali sono i loro principali profili tipici:

  • incendiari disadattati di solito sono ragazzi socialmente emarginati. Agiscono in gruppo, colpiscono scuole o parchi pubblici, soprattutto di sera e poi scappano;
  • incendiari per vendetta: distruggono come ideale risarcimento per una ipotetica e presunta ingiustizia subita. Operano di sera, usano inneschi per poter appiccare il fuoco a distanza così da crearsi un alibi. Abusano di alcool per darsi coraggio;
  • incendiari per profitto, sono delinquenti che lo fanno per trarre guadagno dalle loro azioni. Usano piccole cariche esplosive, liquidi infiammabili e ordigni a tempo. Lasciano poche tracce. Possono muoversi in gruppo. Se la scena del crimine è “pulita e organizzata”, è segnale che il colpevole ha agito con razionalità, quindi per motivi pratici e concreti, per un tornaconto personale.

Quando invece alla base del gesto incendiario c’è un impulso di tipo psicopatologico, legato al piacere intenso, al desiderio, alla passione, ecco che si parla allora di piromania. Normalmente questi soggetti non appiccano incendi per uno scopo preciso, ma principalmente per il desiderio di vedere le fiamme.

Non c’è una regola che valga per tutti, ma di norma il primo contatto di un piromane con il fuoco è quasi del tutto occasionale. In quel momento l’emozione è così intensa che l’individuo sente la necessità di ripetere l’esperienza.
Secondo gli studiosi, la passione per le fiamme può scaturire da traumi o da delusioni non superate. Il piromane molto spesso è a conoscenza della propria condizione, ma per lui è difficile trattenersi. Per questo molti soggetti sono recidivi, nonostante le accuse e le denunce: non ne possono fare a meno.
A volte sono loro stessi a chiamare i Vigili del Fuoco, nascondendosi tra la folla per assistere all’intervento. Può persino capitare che diano una mano nelle azioni di spegnimento.

Il profilo del piromane

Il profilo del piromane

L’identikit comportamentale e sociale del piromane-tipo è stato stilato dall’FBI ed è il seguente:

  • maschio single;
  • 30-40 anni:
  • basso livello intellettivo (scarsa scolarità);
  • forte propensione all’uso di alcool;
  • solitario con tratti antisociali;
  • vive isolato o in campagna;
  • ha vissuto una fase di ribellione adolescenziale;
  • pratica violenza su animali di piccola taglia;
  • non ha rimorsi di coscienza;
  • può essere soggetto a enuresi notturna;
  • preferisce appiccare incendi in estate, quando il clima caldo e secco favorisce il propagarsi delle fiamme.;
  • di norma inizia nei pressi di dove vive, per poi allontanarsi sempre di più;
  • è interessato e sensibile all’attenzione che i media danno all’evento.

Sia che si tratti di un incendiario (quindi con un tornaconto economico o un desiderio di vendetta, personale o sociale), sia che si tratti di una manifestazione psicopatologica, secondo le statistiche del Niab — Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi del Corpo forestale dello Stato — il 98% dei roghi in Italia è provocato dall’uomo mentre solo il 2% ha cause naturali o accidentali.

Alcuni piromani celebri

Alcuni piromani celebri

Ci sono individui che hanno compiuto atti terribili, di violenza estrema, e che hanno ucciso molte persone. Questi individui sono comunemente conosciuti come serial killer e alcuni di loro, a volte, erano dei piromani.
Secondo la cosiddetta Triade di MacDonald, ovvero quei comportamenti che i futuri serial killer manifestano fin dall’infanzia, ci sono: l’enuresi notturna, il torturare gli animali e la piromania. Quest’ultima caratteristica tende a scomparire nell’età adulta o entra a far parte integrante del modus operandi dell’assassino.
Bisogna specificare che però non tutti i piromani diventano assassini e non tutti gli assassini sono piromani.

Uno dei serial killer più famosi è Peter Kurten. Noto come Il vampiro di Düsseldorf, agì intorno agli anni ’30, uccise 12 persone e appiccò oltre 40 incendi.
David Berkowitz, conosciuto soprattutto col soprannome di Figlio di Sam, è un criminale che nel 1976-1977 uccise 6 persone, ma — fatto meno noto — fu autore di oltre 1400 incendi.
Tra gli anni’70 e ‘80 del secolo scorso, Ottis Toole, un famigerato criminale e folle piromane, soprannominato il bimbo del diavolo, uccise e fu autore di molti roghi.

Non esiste una cura specifica per guarire le persone affette da piromania, in quanto le varianti sono molteplici. La terapia di base consiste nell’uso di farmaci e psicoterapia.

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