La storia dei pompieri parigini

 In firefighter

Il del corpo dei Vigili del Fuoco per come lo conosciamo oggi è frutto di secoli di scoperte, esperienze ed evoluzioni. Il continuo miglioramento delle attrezzature e degli strumenti (come autopompe, estintori, lance, ecc.) usati durante le emergenze ha permesso ai pompieri di velocizzare e rendere più efficace e sicuro il loro lavoro. Alcuni dei più importanti passi in avanti, tuttavia, sono merito di singoli personaggi ed eventi, che hanno contribuito a cambiare la storia. Di fondamentale importanza per tutti i moderni corpi di Vigili del Fuoco è una storia che comincia con un attore dilettante, prosegue con il ballo in un’ambasciata, un imperatore e un eroico corpo militare. Ecco la storia dei pompieri parigini.

Il primo pompiere professionista

Un'incisione sui pompieri parigini

Nato ad Aix-en-Provence, in Francia, intorno al 1650, François Du Mouriez viene oggi da molti considerato il primo vigile del fuoco professionista.
Modesto attore, nonché domestico del grande commediografo Molière, Du Mouriez — che si faceva chiamare Du Périer — fece fortuna grazie alle pompe antincendio. Nel 1699, infatti, importò dai Paesi Bassi il congegno sviluppato qualche anno prima dall’artista olandese Jan Van der Heiden: una lunga manichetta in cuoio capace di “sparare” l’acqua a grandi distanze.

Dopo aver dimostrato la loro efficacia all’allora re Luigi XIV, questi gli concesse la possibilità di produrle e commercializzarle.
Il suo successore, Luigi XV, lo nominò, nel 1716, “direttore generale delle pompe antincendio” di Parigi. Il suo lavoro consisteva nell’organizzare la manutenzione delle pompe dislocate per la città, e gestire il personale addetto. Si trattava di un primo, rudimentale corpo dei pompieri. Le tattiche di azione, però, erano ancora inadeguate, e i successi erano dovuti quasi unicamente al coraggio degli uomini che si prodigavano durante le emergenze.

Un incendio al ballo dell’ambasciata austriaca sancì la nascita dei pompieri parigini

Pompieri parigini in azione, ritratti in un'antica incisione

Dopo la Rivoluzione Francese l’organizzazione di quel precario e arrangiato corpo era però al collasso: le attrezzature non erano sufficienti, quando non del tutto guaste, e gli uomini poco addestrati. Un primo, vano tentativo di riorganizzazione si ebbe nel 1801 ma le cose cambiarono drasticamente dopo un ballo.

Era il 1º luglio del 1810 e presso Ambasciata d’Austria di Parigi si festeggiava il matrimonio tra Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Austria, celebrato pochi mesi prima. La serata era organizzata dall’ambasciatore Barone Schwarzenberg, ma gli invitati erano più di quanti le sale del palazzo potessero contenerne. Venne quindi fatta costruire in giardino una sala da ballo temporanea. La struttura era in legno e le pareti erano in tela, e poco prima della mezzanotte una torcia incendiò disgraziatamente le tende. Un grande incendio divampò rapidamente.
Ci furono moltissimi feriti e diversi morti, anche tra l’aristocrazia. Fu uno shock per l’intera nazione, e questo spinse Napoleone a riorganizzare completamente il corpo pompieri.

Per decreto imperiale, il 18 settembre 1811 venne ufficialmente istituito il Bataillon de sapeurs-pompiers de Paris. Era un vero e proprio battaglione militare, composto da genieri della Guardia Imperiale.

I sapeurs-pompiers de Paris

I sapeurs-pompiers de Paris, i pompieri parigini

Dalla fine del XIX secolo il Battaglione diventò un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la sua organizzazione. Ogni arrondissement di Parigi aveva una sua rete di caserme e piccole postazioni. Fu redatto anche un manuale che, tra le altre cose, introdusse l’attività fisica per rendere i pompieri più scattanti ed efficaci durante le missioni. I comandanti del corpo contribuirono via via ad applicare migliorie agli equipaggiamenti, le tecniche e le strategie.

I pompieri parigini divennero in breve dei veri e propri “pionieri” del settore. Passarono infatti dalle pompe trascinate dai cavalli a quelle meccaniche, da quelle a vapore ai motori a combustione interna. La capitale venne suddivisa in 24 aree, consentendo così agli uomini di agire più velocemente e con maggiore efficacia.

Nel 1866, il Battaglione divenne ufficialmente un reggimento, il Régiment de sapeurs-pompiers de Paris, che poi più tardi cambiò nuovamente identificazione, trasformandosi nella Brigade de sapeurs-pompiers de Paris (BSPP) che esiste ancora oggi. Sapeurs-pompiers significa letteralmente “zappatori pompieri”, e si deve alle origine del corpo, formato dal genio militare.
Tuttora la brigata è a tutti gli effetti un corpo militare di pace, a differenza degli altri pompieri francesi, che invece sono civili (ad eccezione del Bataillon de marins-pompiers de Marseille, anche questo militare).
Coi suoi quasi 8000 effettivi, è uno dei più numerosi corpi cittadini al mondo, tuttora ammirato e studiato a livello internazionale.

I pompieri parigini in azione

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