L’incendio al castello di Windsor nel 1992

 In grandi incendi

Chi segue le vicende della famiglia reale britannica, e chi ha visto la pluripremiata serie The Crown, saprà che il castello di Windsor era la residenza preferita della regina Elisabetta II. Costruito nell’XI secolo, si è ampliato nel corso dei secoli ed è sopravvissuto ad assedi, rivolte, guerre e un paio di epidemie di peste. Nel 1992, tuttavia, un incendio, causato da un banale incidente, danneggiò una larga parte del complesso.

Breve storia del castello di Windsor

Acquerello d'epoca che mostra il castello di Windsor visto dal Tamigi, con alcune barche sul fiume

Intorno al 1070 il condottiero normanno Guglielmo il Conquistatore, diventato re d’Inghilterra pochi anni prima, fece costruire una motta castrale (un monticello di terra fortificato) sulla riva del fiume Tamigi, non lontano da Londra. Originariamente la struttura originale era in legno, ma gradualmente fu ricostruita in pietra.
Diventò residenza reale nel XII secolo, con Enrico I d’Inghilterra. Dopo di lui, fu abitato da molti re. Edoardo III, nel ‘300, ricostruì gran parte del castello, spendendo cifre enormi (pare che il suo sia stato uno dei progetti architettonici più costosi di tutto il Medioevo inglese).

Nel XVI secolo, durante i regni di Enrico VIII ed Elisabetta I, il castello, da fortezza qual era, fu trasformato in una più confortevole residenza di corte. Durante la Guerra Civile inglese, fu utilizzato come caserma e prigione. E, dopo un periodo di declino nel XVIII secolo, i re Giorgio III e Giorgio IV rinnovarono ulteriormente il castello, ricavando i cosiddetti Appartamenti di Stato. Si tratta di lussuosissime abitazioni decorate in stile gotico, barocco e rococò.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale, la futura regina Elisabetta II vi passò l’infanzia. Una volta salita al trono, nel 1952, rese il castello di Windsor la sua principale residenza per i fine settimana.
Attualmente vi lavorano più di 500 persone ed è il castello abitato più grande del mondo.

L’incendio del 1992

Vista dal basso della Round Tower del castello di Windsor, vicino Londra

Il 20 novembre 1992, la cappella privata della regina Elisabetta era utilizzata temporaneamente come deposito e laboratorio di restauro per i dipinti del castello. Vi erano quindi diversi riflettori, usati per illuminare l’area. Fu uno di questo riflettori — secondo le indagini svolte poi da una squadra formata da polizia, esperti forensi e vigili del fuoco — a causare l’incendio. A quanto pare, la cornice di un quadro avrebbe accidentalmente spinto un tendaggio contro il faretto, nei pressi dell’altare. Con il calore, la tenda si sarebbe dunque incendiata.

Ad avvistare le fiamme furono alcuni agenti della Casa Reale che si trovavano lì per ispezionare le opere d’arte. Al contempo, l’allarme suonò nella sala controllo dei pompieri in servizio permanente al castello.
L’intervento fu tempestivo: i primissimi ad accorrere furono degli appaltatori edili che stavano lavorando negli Appartamento di Stato. Arrivarono poi i vigili del fuoco, ma il rogo fu ancora più rapido, diffondendosi nelle aree adiacenti. Dato che i mezzi e le persone a disposizione si rivelarono insufficienti per fronteggiare l’incendio, arrivarono squadre da Londra e dalle contee vicine. Appena un’ora dopo il primo allarme, c’erano 20 autopompe e più di 200 uomini sul posto.

Nel frattempo, finché fu possibile farlo, i dipendenti del castello, gli appaltatori edili e persino il principe Andrea, che si trovava lì, tentarono di mettere in salvo quante più opere d’arte e arredi possibili.

I danni al castello di Windsor

Il castello di Windsor visto da lontano e dall'alto

I danni furono sia strutturali che agli arredi e alle opere d’arte. 100 stanze, per un totale di circa 9000 mq — un quinto dell’intero complesso —, furono coinvolte nell’incendio.
Crollarono soffitti. Appartamenti furono parzialmente ridotti in cenere. Andarono persi arredi, vetrate, quadri, lampadari, tappeti. Per fortuna, dato il pronto intervento di moltissime persone, molti dei tesori ospitati nelle aree colpite furono messi in salvo: manoscritti, libri rari, opere d’arte, orologi antichi, miniature, tavoli…

La prima stima effettuata dopo il disastro, ipotizzò circa 60 milioni di sterline di danni. In seguito la spesa effettiva calò molto. Alla fine furono necessari 36 milioni di sterline e dieci anni di lavoro.
Il grande restauro fu in parte finanziato attraverso donazioni private e con l’apertura al pubblico (e relativa vendita di biglietti) di Buckingham Palace e dello stesso castello di Windsor. La regina in persona utilizzò 2 milioni del proprio patrimonio e acconsentì, da quel momento in poi, a pagare le tasse sul reddito (era dagli anni ’30 che la Casa Reale non lo faceva).

Il restauro fu completato nel 1997.
Tra il 1993 e il 1999 al pittore Alexander Creswell furono commissionati degli acquerelli che mostrano le stanze subito dopo l’incendio e in seguito al restauro.
Oggi il castello di Windsor si può visitare e attira circa un milione di persone ogni anno.

Vista aerea dello stabilimento di raffinazione del petrolio di Fort McMurray, in Canada, sulle rive del fiume, con la natura circostante