L’Opera House di Sydney

 In in scena

I teatri sono il tempio della cultura. Un tempio in cui il legno ha una parte da protagonista: dal palcoscenico alle sedute, dai palchi ai soffitti e le decorazioni. Il tour di Firewall arriva in Australia all’Opera House di Sydney, un’icona dell’architettura, probabilmente il più famoso teatro al mondo tra quelli in stile moderno. Progettata da Jørn Utzon, l’Opera House di Sydney è insieme al Teatro dell’opera dei Margravi a Bayreuth l’unico teatro riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Unesco. Dotata complessivamente di 5.532 posti, è stata inaugurata nel 1973 dopo quasi 15 anni di lavori.

LA COSTRUZIONE

Edificata su un sito sacro agli aborigeni ai margini della baia di Sydney, l’Opera House è stata realizzata su progetto dell’architetto danese Jørn Utzon, che si era aggiudicato un concorso internazionale indetto nel 1956 dal governatore del New South Wales per la costruzione di un nuovo centro artistico polifunzionale. La scelta del progetto fu però controversa: la giuria scartò inizialmente il lavoro di Utzon, che venne ripescato successivamente grazie all’intervento dall’architetto Eero Saarinen, anche lui membro della commissione. Il 30 gennaio 1957, il Sidney Morning Herald annunciò la vittoria di Utzon con un articolo critico, dal titolo: “Il controverso progetto di un danese vince il concorso del teatro dell’opera”.

Anche la realizzazione dell’opera fu lenta e tortuosa. I lavori iniziarono nel 1959, ma negli anni Utzon dovette affrontare una sempre maggiore ingerenza della politica, poco interessata agli aspetti architettonici e più a quelli economici. Le intromissioni furono tali che nel febbraio 1966 l’architetto si dimise. I lavori furono completati dagli architetti Peter Hall, Lionel Todd, David Littlemore e dall’architetto ufficiale dello Stato, Ted Farmer. L’Opera House venne finalmente inaugurata il 20 ottobre 1973 alla presenza della regina di Inghilterra Elisabetta II, con un grande spettacolo di fuochi di artificio e l’esecuzione della Sinfonia n. 9 di Beethoven. Nel 1999, Utzon, nel frattempo diventato architetto di fama, è tornato a Sydney per collaborare all’ampliamento dell’opera.

IL PROGETTO

Posta su una piattaforma di granito lunga 185 metri e larga 120, circondata su 3 lati dall’oceano, l’Opera House di Sydney è caratterizzata da una copertura a gusci di alta ingegneria, che ricorda nelle forme delle vele oppure delle conchiglie. La leggenda vuole però che Utzon trovò ispirazione guardando non verso il mare, ma sbucciando un’arancia: i gusci, infatti, sono stati ricavati tagliando la superficie di una sfera. I gusci sono composti da circa 2.400 elementi di cemento armato, rivestiti, nella parte posteriore e laterale da circa 1 milione di piastrelle bianche. Sul lato principale dell’Opera House si apre un’immensa vetrata. Nel suo punto più alto l’edificio raggiunge i 67 metri di altezza.

L’interno è composto da più di 1.000 ambienti tra sale concerto e stanze per altre attività. La Concert Hall è la sala principale con interni in legno: capace di accogliere 2.700 spettatori e dotata di un grande organo a canne, viene utilizzata per le rappresentazioni acustiche. La seconda sala per grandezza è quella dell’Opera Theatre (1.500 posti), che ospita spettacoli lirici e di danza. Seguono il Drama Theatre per le rappresentazioni teatrali, la sala multifunzionale Playhouse per proiezioni cinematografiche e conferenze, e The Studio per spettacoli di musica contemporanea, cabaret e curco, proiezioni e anche cocktail party.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Nel 2003, Jørn Utzon ha vinto il premio Pritzker, il principale riconoscimento in campo architettonico. L’architetto Frank Gehry, parlando del progetto dell’Opera House di Sydney, così disse: “È la prima volta nella nostra epoca che un pezzo epico di architettura ha ottenuto una fama così universale. Le prove e le tribolazioni sofferte da Utzon non gli hanno in ogni caso impedito di continuare a lavorare e produrre edifici superiori, importanti e belli (…), il suo talento, la sua perseveranza, e la sua onorabile presenza nel mondo dell’architettura meritano la sua scelta come vincitore del Pritzker Prize”.

Nel 2007, l’Opera House di Sydney è stata riconosciuta Patrimonio mondiale dell’Unesco: “È uno dei capolavori indiscutibili della creatività umana, non solo nel XX secolo, ma nella storia dell’umanità”, fu la valutazione del World Heritage Committee.

OGGI

L’Opera House di Sydney è la destinazione turistica numero uno dell’Australia e accoglie ogni anno oltre 8,2 milioni di visitatori. Nelle sue sale vengono presentati più di 2.000 spettacoli per 363 giorni all’anno, che richiamano oltre 1,5 milioni di persone: sono balletti, opere, teatro, danza, musica e commedia, nonché spettacoli per bambini e altro ancora. All’Opera House si può anche mangiare presso l’Opera Kitchen e il ristorante Bennelong oppure godersi un drink pre-spettacolo all’Opera Bar.

VISITARE L’OPERA HOUSE DI SYDNEY

Ci sono diverse opzioni per visitare l’Opera House di Sydney. Ogni giorno dalle 9 alle 17 è possibile partecipare alle visite guidate dalla durata di un’ora che conducono anche in luoghi normalmente inaccessibili del teatro. I tour sono disponibili in 7 lingue (escluso l’italiano). Per i più mattinieri c’è un tour alle ore 7, che comprende anche la colazione. Per i più golosi il “Tour and Tasting Plate” con degustazione di un piatto gourmet all’Opera Kitchen.

Photo credit: Sydney.com

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