Incendi boschivi, negli ultimi 40 anni bruciati in media 107mila ettari all’anno

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Negli ultimi 4 decenni, ogni anno in Italia gli incendi boschivi hanno interessato in media un territorio di oltre 107mila ettari, con una media più alta dal 1980 al 2009 (116.533 ettari all’anno). Sono alcuni dei dati diffusi dal Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) con il suo primo “Rapporto nazionale sullo stato delle foreste in Italia” (Raf), che offre un “quadro globale, dettagliato e puntuale sullo stato del settore e delle sue filiere per rafforzare la conoscenza e la sensibilizzazione sociale e politica sul tema e la sua integrazione nei processi decisionali internazionali e nazionali”.

Secondo lo studio, le foreste in Italia coprono 11 milioni di ettari, il 36,4% della superficie nazionale, e occupano nel settore produttivo e nei servizi ambientali oltre 400mila persone. Un patrimonio da valorizzare e conservare, attraverso una corretta gestione e una pianificazione attiva.

La conservazione delle foreste non può prescindere dalla prevenzione e dalla lotta agli incendi. Il fenomeno si è ridotto sensibilmente fra il 2010-2017 (-38%, con una media pari a 72.621 ettari all’anno), ma resta comunque preoccupante, soprattutto in alcune annate. Particolarmente critico è stato l’anno 2017, con una superficie percorsa dalle fiamme di oltre 160mila ettari, con circa ottomila eventi registrati.

Di particolare rilevanza e intensità operativa è stato il contrasto in termini di controllo (circa 28.000 controlli effettuati nel 2017) e repressione da parte dei Carabinieri forestali degli illeciti penali e amministrativi connessi agli incendi: gran parte dei reati erano riferiti a incendi di tipo doloso e circa il 10% di essi è stato perpetrato in aree specificatamente designate per la conservazione della natura.

La criticità del 2017 è evidenziata anche dall’indicatore sull’attività dei Vigili del fuoco, che mostra oltre 107mila interventi su incendi boschivi e di vegetazione e 5.670 missioni aeree della flotta di Stato per lo spegnimento.

Le categorie di copertura del suolo che dimostrano maggiore suscettività alle fiamme sono le praterie discontinue e i boschi a prevalenza di pini mediterranei e cipressi, seguiti da macchia bassa e garighe, aree agroforestali e praterie continue; tra le formazioni forestali, altamente suscettibili a incendio risultano anche i boschi misti di conifere e latifoglie del piano basale e la macchia alta.

Il “Rapporto nazionale sullo stato delle foreste in Italia” è disponibile sul sito Reterurale.it.

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